Gender & Migration: la doppia vulnerabilità delle donne migranti
Nell'articolo di oggi affrontiamo una tematica attuale che, in quanto mediatrice interculturale e donna, mi sta particolarmente a cuore e che ho potuto approfondire grazie al corso "Gender & Migration" di UN Women. Il legame tra genere e migrazione crea una doppia vulnerabilità per le donne migranti, esponendole a rischi specifici che richiedono risposte mirate, sensibili e multidimensionali.
Quando si parla di migrazione, le donne non sono solo migranti, ma portano con sé una doppia vulnerabilità: quella legata al loro status migratorio e quella di genere. Questa combinazione le espone a rischi particolari che necessitano di risposte mirate, sensibili e multidimensionali. Le organizzazioni internazionali sono al fianco delle donne migranti per garantire loro protezione e dignità, ma c'è ancora molto da fare.
I rischi principali per le donne migranti
1. Gender-Based Violence (GBV)
Le donne migranti sono esposte a violenze fisiche, psicologiche e sessuali, tanto durante il viaggio quanto nei centri di accoglienza. Ad esempio, una donna che fugge da un conflitto in una zona di guerra potrebbe trovarsi ad affrontare abusi sessuali da parte di trafficanti di esseri umani durante il viaggio. Una volta arrivata in un centro di accoglienza, senza adeguata protezione e supporto, potrebbe subire ulteriori violenze da parte di altri migranti o anche di operatori locali. La violenza sessuale è una delle forme più gravi di abuso, spesso usata come strumento di potere e controllo.
"[...] gender and migration can intersect to produce negative outcomes, such as multiple forms of discrimination, exploitation, and stigmatization. Migration may also offer women and girls an opportunity to escape situations of gender-based violence in their countries of origin. [...] Gender-based violence (GBV) is an umbrella term for any harmful act that is perpetrated against a person's will and that is based on socially ascribed (i.e. gender) differences between males and females. It may be physical, sexual, emotional, verbal, financial and/or psychological. It can occur in public or in private and individuals of all genders can be victims. It disproportionately affects women, girls, and those of diverse gender identity or diverse sexual orientation (LGBTQI) persons because of underlying gender inequalities."
Source: IOM UN Migration, "What makes migrants vulnerable to gender-based violence?"
Nonostante tutti i migranti possano essere esposti a diverse forme di violenza di genere (GBV), le donne e le ragazze corrono un rischio significativamente maggiore.
- 1 donna su 3 nel mondo e 1 rifugiata su 5 che vive in contesti umanitari complessi ha subito violenza di genere (UNHCR, "UNHCR urges support to address worsening gender-based violence impact on displaced women and girls).
- La violenza di genere è raramente denunciata a causa di paura di stigma e ritorsioni, dell'impunità dei responsabili, della scarsità di servizi accessibili e della mancanza di conoscenze e risorse per chiedere aiuto.
💡 Riconoscere e contrastare la violenza di genere è essenziale per proteggere i diritti di tutte le persone migranti, con interventi mirati e servizi adeguati.
2. Accesso limitato ai servizi
L'accesso ai servizi, e in particolare ai servizi sanitari, è un altro ostacolo significativo per le donne migranti, in particolare per quelle che non parlano la lingua locale o che sono prive di documenti legali. Le donne spesso non riescono a ottenere cure adeguate per la salute riproduttiva, che comprende la contraccezione, l'assistenza durante la gravidanza e il parto, e il trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili. La mancanza di un supporto legale può anche impedirgli di denunciare abusi.
2. Barriere culturali e linguistiche
Le barriere culturali e linguistiche rappresentano una delle principali cause di isolamento per le donne migranti. In molte culture, le donne sono socialmente subordinate e lottano contro le norme patriarcali che le costringono al silenzio. La paura di essere giudicate, l'impossibilità di esprimere il proprio dolore a causa della lingua o delle tradizioni, e l'isolamento sociale le rendono vulnerabili a forme di violenza psicologica e abuso domestico. Inoltre, molte donne non sono informate dei loro diritti, il che le rende più suscettibili ad essere sfruttate in contesti migratori, come nel caso del traffico di esseri umani.
Il ruolo delle organizzazioni internazionali
Le organizzazioni internazionali come UN Women, UNHCR, IOM e altre, sono in prima linea nella lotta per i diritti delle donne migranti, fornendo protezione, risorse e servizi vitali per supportare la loro sicurezza e autonomia in contesti complessi e vulnerabili.
UN Women promuove l'empowerment femminile e l'autonomia economica, offrendo formazione, supporto psicologico e assistenza per aiutare le donne migranti a costruire una vita sicura.
UNHCR fornisce protezione internazionale e soluzioni per le sopravvissute alla violenza di genere, con centri di assistenza nei campi profughi che offrono supporto psicologico, sanitario e legale.
IOM combatte il traffico di esseri umani e fornisce rifugio, supporto sanitario e progetti di sensibilizzazione per proteggere le donne e i bambini vittime di tratta.
Il ruolo del mediatore culturale
In un contesto migratorio, il mediatore interculturale svolge un ruolo fondamentale. È la figura che permette alle donne migranti di superare le barriere linguistiche e culturali, garantendo che i loro bisogni siano ascoltati e rispettati. Il mediatore facilita la comunicazione con i servizi sanitari e legali, sensibilizza gli operatori sulla violenza di genere e sulle barriere sociali, culturali e linguistiche che impediscono alle donne di chiedere aiuto.
Il mediatore culturale non è solo un traduttore, ma un portavoce dei diritti umani delle donne migranti, un educatore interculturale e un alleato nella lotta contro le disuguaglianze strutturali, contribuendo alla costruzione di una società più inclusiva e giusta.
Perché parlare di gender equality nella migrazione è importante?
- Ridurre le vulnerabilità.
Promuovere l'inclusione sociale
Dare voce a chi spesso non viene ascoltato.
📢 La migrazione non è un fenomeno neutrale: donne e uomini la vivono in modo diverso e affrontano sfide differenti. Ma la doppia vulnerabilità non riguarda solo le donne: anche le persone LGBTQ+ migranti sono esposte a discriminazioni multiple, violenze e ostacoli all'accesso ai servizi essenziali. Parlare di uguaglianza di genere e diritti umani nei percorsi migratori significa lavorare per una società più giusta, sicura e inclusiva per tutti.
Grazie per il tempo che hai dedicato a questo articolo. Se desideri saperne di più, non esitare a contattarmi. A presto!

